Se ti trovi a Pompei in questi giorni, noterai che c’è una grande invasione di astici cartoon sparsi in giro per la città antica, ma cosa sono e perché si trovano lì?
Le numerose sculture esposte negli scavi di Pompei, appartengono alla grande mostra Pop Mythology di Philip Colbert visibile dal 27 Luglio fino a Novembre. Un’invasione di circa trenta grandi sculture a forma di astice che si confrontano con uno dei luoghi più importanti dell’archeologia mondiale. Un tentativo del grande artista britannico di creare un dialogo tra due epoche, due linguaggi e due modi apparentemente lontanissimi di raccontare l’immaginario umano.
Ma chi è Philip Colbert?
Nato in Scozia e residente a Londra, Philip Colbert è uno degli artisti contemporanei più riconoscibili nel panorama della Pop Art internazionale. Il suo universo visivo ruota attorno a un personaggio ricorrente, il Lobster, l’aragosta che è diventata il suo alter ego artistico e la sua firma.
Le sue opere mescolano pittura, scultura e storia dell’arte tramite uno stile iper-pop e fumettistico, che ridefinisce i capolavori della storia dell’arte e della mitologia classica.
Le sue opere esplorano il conflitto eterno, la mortalità e il consumismo, creando un ponte giocoso tra antichità e contemporaneità. Attraverso il suo linguaggio ironico e immediato, si nascondono riferimenti alla storia dell’arte e a temi più profondi, come la mortalità, il conflitto e il rapporto dell’uomo con il tempo.
La scelta dell’aragosta non è casuale. Colbert ha trasformato questo animale in una vera e propria icona pop, ma il suo interesse nasce anche dalla sua lunga storia simbolica nell’arte.
È proprio questo aspetto a rendere particolarmente significativo il suo incontro con Pompei: l’artista non porta nell’antica città un’immagine completamente estranea al suo passato, ma recupera un simbolo che appartiene già, in qualche modo, alla cultura figurativa dell’antichità.
L’aragosta e Pompei: un legame che arriva da lontano
Il rapporto tra Colbert e Pompei non nasce con questa mostra. Uno dei punti di partenza fondamentali è infatti un celebre mosaico proveniente dalla casa del Fauno di Pompei, conservato oggi nelle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il mosaico in questione ritrae una scena marina nella quale un’aragosta, un’anguilla murena e un polpo sono rappresentati in una sorta di drammatico combattimento.
Proprio questo motivo ha ispirato Colbert nella realizzazione della sua Pompeii Series, nella quale il mondo marino diventa una metafora di una lotta senza tempo. Il tema del conflitto, presente nel mosaico antico, viene così reinterpretato attraverso il linguaggio contemporaneo dell’artista.
Il riferimento è particolarmente interessante perché dimostra come la Pop Art di Colbert non si limiti a citare superficialmente l’antico. Il suo lavoro parte da un’immagine archeologica, la osserva, la rielabora e la trasforma in un nuovo racconto visivo.
L’aragosta diventa quindi un ponte tra passato e presente.

Inoltre, l’arte contemporanea di Colbert, grazie alla forza immediata delle sue immagini, può avvicinare alle rovine anche chi normalmente non frequenta musei e mostre.
Le sue sculture monumentali, ironiche e facilmente riconoscibili possono diventare un punto di accesso per bambini, famiglie e visitatori più giovani, stimolando la curiosità verso il patrimonio archeologico.
Dove trovare le opere di Colbert oltre Pompei
Oltre all’antica città di Pompei dal 27 Luglio le opere di Colbert saranno esposte anche nei siti della grande Pompei: Longola, Boscoreale, Oplontis, Villa San Marco, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico.
Ma Pompei non è l’unico sito archeologico che ospiterà le opere di Colbert. L’artista britannico già in passato ha esposto le sue sculture nei principali musei internazionali, tra cui: Hunan Province Museum (Hunan, Cina; 2022), Times Art Museum (Chongqing; 2021), Sejong Art Center (Seoul; 2021), Modern Art Museum (Shanghai; 2020).
Ma anche nell’evento collaterale alla Biennale d’Arte di Venezia (Venezia; 2022) e nella The Lobster Empire, Via Veneto a Roma; tra il 2022 -2023. Oltre al Museo archeologico di Napoli nel 2024. Quindi un’artista non di certo sconosciuto.